test antidroga lavoro

Test antidroga lavoro: esame, analisi ed esiti

I test antidroga lavoro: la Iegislazione prevede, in materia di controlli nell’ambito lavorativo, che siano effettuati solo a particolari categorie di lavoratori. I riferimenti, per un ulteriore approfondimento e per essere a conoscenza delle modalità e procedure di tali test antidroga lavoro 2015, sono:

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  • l’art. 125 del Decreto Pres. Rebubblica 9 ottobre 1990, n. 309 che istituisce i controlli e ne prevede le sanzioni per l’inosservanza (pubblicato in G.U. ordinaria del 15/3/2006);

  • Il Provvedimento 30 novembre 2007 della Conferenza Stato Regioni (pubblicato nella G.U.n.266 del 15/11/2007) che evidenzia le categorie di lavoratori interessate;
  • Il Provvedimento 18 settembre 2008 della Conferenza Stato-Regioni (pubblicato in G.U. n. 236 dell’8 ottobre 2008) che stabilisce le modalità e le procedure dei controlli;
  • Il parere del Garante per la Protezione dei Dati Personali del 15 dicembre 2005.

Gli esami devono essere eseguiti con strumenti a uso professionale e medico per la Medicina del Lavoro. Efficienza ed economicità sono le caratteristiche da ricercare per un acquisto valido e durevole delle apparecchiature. Il nostro staff tecnico è a vostra disposizione per qualsiasi informazione sui prezzi e sulle modalità di pagamento. Certificazioni e garanzie sono fornite alla conclusione dell’acquisto della strumentazione.

Quali strumenti per i test antidroga lavoro

Eseguire gli esami tossicologici in modo autonomo comporta un taglio sui costi di laboratori di analisi esterni e ottimizza il budget, consentendo un risparmio notevole. Gli strumenti come Test Droga Card/Cup a 7/8 sostanze sono ideali per esami tossicologici e hanno un filtro anti adulterazione, per evitare problemi relativi a falsi positivi. Il test, compiuto sul lavoratore, deve rilevare la presenza di sostanze quali cocaina metaboliti, oppiacei metaboliti, metadone, mdma, cannabinoidi (thc), amfetamine/metamfetamine e, nelle procedure della regione lombardia, la buprenorfina. L’esito dell’esame tossicologico deve essere stampato, quindi risulta necessario un software di lettura da installare su computer. L’analisi sulle urine fornisce in breve tempo un esito positivo o negativo e l’uso di strumentazione adeguata consente di avere una risposta affidabile, per non incorrere in potenziali contestazioni da parte del lavoratore. La commercializzazione di test droghe lavoro a prezzi inferiori a quelli proposti da noi, può essere dovuta a una qualità inferiore del prodotto o a una scadenza vicina. I lavoratori che, per obbligo di legge, devono essere sottoposti al test dell’urina, riceveranno una comunicazione da parte del datore di lavoro in base alle procedure previste. La notifica è effettuata entro il termine di 24 ore prima dell’esame tossicologico. L’elenco dei lavoratori è comunicato al medico del lavoro che stabilisce l’ordine per l’esecuzione dell’esame. Il lavoratore può rifiutarsi, di fronte al medico, di sottoporsi all’accertamento. A quel punto possono essere variati i suoi compiti, fino all’accettazione dell’esame. Dovrà essere notificata al lavoratore quale tipologia di esame sarà eseguita, per la verifica della presenza di sostanze stupefacenti. Il medico ha l’obbligo di utilizzare esami tossicologici con appositi apparati antimanomissione. La possibilità di un “falso positivo” può essere sollecitata dal lavoratore, per essere sottoposto a un ulteriore esame. È importante quindi, per il medico del lavoro, utilizzare prodotti di qualità affidabile per evitare di incorrere in contestazioni e per avere la certezza di lavorare con tranquillità. Parliamo di prodotti consumabili o usa e getta che non possono essere riutilizzati, certificati e rimessi in commercio. Un discorso a parte è rappresentato dai software per la lettura oggettiva degli esiti, da acquistare in base alle proprie esigenze in materia di prodotti informatici, ad esempio il sistema operativo del proprio computer.

Inusuali esiti della rilevazione: falso positivo e falso negativo

La rilevazione della presenza di sostanze stupefacenti nelle urine può essere influenzata da diverse variabili, ad esempio lo stato di idratazione del soggetto e il suo bilancio dei fluidi, la frequenza di utilizzo del farmaco, il mezzo di somministrazione, la quantità di urina utilizzata per rilevare la sostanza, ecc. Il modo migliore per evitare la rilevazione di una sostanza stupefacente è quello di non utilizzarla. Alcune linee guida generali stabiliscono i tempi di rilevazione. Molte sostanze rimangono nell’organismo da 2 a 4 giorni, anche se l’uso persistente di marijuana può rimanere nell’organismo per 3 o 4 settimane o anche di più dopo l’ultimo utilizzo. Le sostanze possono essere rilevate in campioni di capelli fino a sei mesi, anche se i campioni di urina sono utilizzati per la maggior parte degli esami tossicologici sul posto di lavoro. Esempi di sostanze che possono essere individuate nei capelli sono: alcool, marijuana, cocaina e anfetamine. Gli esiti di un esame tossicologico sul posto di lavoro sono rapidi e di solito possono essere comunicati dopo pochi giorni. Un lavoratore potrebbe risultare “falso positivo”, ma quali sono in realtà le possibilità che possa esserci un esito di tale genere. Di solito è raro che un test sull’urina fornisca come esito un “falso positivo”. È importante che il lavoratore, sottoposto a un esame tossicologico, provveda l’elenco dei farmaci a lui prescritti. Alcune sostanze possono causare falsi positivi a causa della reattività con farmaci, anche se sono state previste queste possibilità nella realizzazione del test antidroga lavoro. Ad esempio, i semi di papavero possono dare un risultato falso positivo per gli oppiacei e i decongestionanti possono dare falsi positivi per le anfetamine. Alcune anomalie presenti negli esami delle urine potrebbero indicare che i risultati possono dare un “falso negativo” oppure possono indicare che il campione è adulterato. Ad esempio, un basso livello di creatinina può indicare che un campione di urina è stato manomesso, quindi il lavoratore potrebbe aver diluito le urine consumando molta acqua appena prima della prova oppure dell’acqua è stata aggiunta al campione di urina. I lavoratori potrebbero anche tentare di aggiungere alcuni enzimi al campione di urina, spesso però cambia anche il pH. Se il lavoratore cerca di addurre la tesi del fumo passivo per giustificare la presenza di sostanze stupefacenti come la marijuana, deve sapere che le concentrazioni nell’urina sono fissate a un livello ben superiore a quello di un’inalazione passiva. Tutte queste variabili sono previste negli esami tossicologici, per evitare contestazioni degli esiti.

Analisi dei composti nel test tossicologico

L’analisi delle urine è uno dei più potenti strumenti diagnostici utilizzati nella visita medica lavoro droga. Centinaia di test antidroga lavoro possono essere eseguiti per determinare le condizioni del lavoratore. L’urina contiene migliaia di differenti tipi di composti. Il pH è una misura di acidità con una gamma da 0 a 14. Il valore 7.0 è considerato neutro. I campioni di urina devono avere un pH tra 4.5 e 9.0. Se è utilizzato un additivo chimico, dovrebbe lasciare il pH relativamente immutato, entro 4.5 e 9.0. La densità può essere falsata bevendo molta acqua, per ingannare l’esame tossicologico. Se il campione è troppo diluito, la densità del campione di urina sarà sotto 1.005 g / ml. Il rovescio della medaglia è l’elevata densità. Se un campione ha una densità superiore a 1.020 g / ml, è stato utilizzato un additivo. La Creatinina è una misurazione della funzionalità renale per determinare quanto è diluito o è concentrato un campione di urina. Il livello della creatinina deve essere inferiore a 20 mg / dl per affermare che il campione è troppo diluito. I livelli di creatinina sopra i 20 mg / dl sono considerati accettabili. La creatinina è presente in tutti i tessuti muscolari ed è in origine creatina. La creatina è introdotta nell’organismo con il consumo di qualsiasi tipo di carne ed è anche prodotta direttamente dal corpo. La presenza della creatinina a livelli elevati è tossica, quindi i reni hanno la funzione di filtro del sangue e di trasmissione alla vescica. Il campione estratto dal sangue di creatinina è a tasso molto costante come è costante il livello nelle urine, con una possibile variazione dovuta al tempo fra una minzione e l’altra. L’esito con livelli di creatinina inferiori a 20 mg / dl indica che la vescica è stata svuotata più volte, per poter superare un test tossicologico.

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Come affrontare la visita

Un esame tossicologico sul posto di lavoro può causare ansia e incertezza al lavoratore che vorrebbe evitare un probabile risultato positivo, conducendolo a ricercare varie metodologie per eludere il test sulle urine. Esistono leggende metropolitane e miti originati dal passaparola che indicano le vie per passare indenni un test antidroga lavoro sulle urine. Ad esempio si dice di bere molta acqua o sostituire qualcosa nelle urine. I medici e i tecnici che realizzano i test conoscono tutti gli stessi trucchi che conoscete voi e le sperimentazioni sui test consentono di ridurre l’impatto di questi mezzi, poco leciti, sugli esiti. I lavoratori che hanno impiegato questi mezzi per passare l’esame antidroga e sono riusciti ad avere un esito positivo, sono assistiti dalla fortuna e non dalla scienza. Amici o cosiddetti “esperti” di questo genere di metodi per superare il test sulle urine parlano di leggende, visto che i test sono sicuramente stati modificati al verificarsi di anomalie.

Se un lavoratore vuole affrontare un test tossicologico con maggiore serenità, piuttosto che rivolgersi agli “esperti” di miti e leggende metropolitane, può preparasi in modo adeguato. Innanzitutto può acquistare un test in farmacia da fare autonomamente, per sapere se potrà superare l’esame delle urine. Questa verifica consente di ridurre lo stress in modo significativo. Il test non deve essere eseguito subito al mattino, siccome l’urina contiene il maggior numero di contaminanti. È meglio programmarlo più tardi nella giornata. Urinare spesso prima di eseguire il test. Pulire il flusso di urina, per quanto possibile, senza esagerare. Un campione di urine del tutto chiaro potrebbe far sospettare una manipolazione, come un campione di urina diluito. Adoperare il flusso centrale per l’esame, in quanto la parte iniziale e la parte finale sono quelle più contaminate. Al momento dell’esame con il medico del lavoro, stare calmi e rilassati.

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